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Omega alle Olimpiadi invernali, il bob protagonista

Linee eleganti, sinonimo di velocità: il bob odierno. Per l’edizione 2007 dei Campionati del mondo FIBT di St. Moritz, Omega ha provveduto a installare i propri sistemi di cronometraggiopiù avanzati, in grado di misurare tempi e velocità conuna precisione al millesimo di secondo. Un accurato cronometraggio risulta fondamentale nel corso di una gara, ma anche per gli equipaggi impegnati negli allenamenti: i tempi intermedi misurati lungo il percorso consentono loro di monitorare la loro prestazione e verificare in quali punti la loro linea sia suscettibile di

 

Cronometrista Ufficiale dei Campionati del mondo FIBT 2007, della Coppa del mondo FIBT e dei Giochi Olimpici Invernali di Vancouver 2010.
Omega ha rivestito per la prima volta il ruolo di Cronometrista Ufficiale dei Giochi Invernali nel 1936, a Garmisch-
Partenkirchen, Germania, dove il programma prevedeva già
gare di bob a due e quattro.

In qualità di Official Timekeeper
per undici Giochi Invernali (nonché di innumerevoli campionati)
sin dal 1936, Omega vanta un’esperienza senza paragoni
nel garantire tempi e risultati precisi e affidabili.

Nel 2002, la maison orologiera ha sottoscritto con la FIBT
un accordo pluriennale che la vede nel ruolo di Cronometrista
Ufficiale per la Coppa e i Campionati del mondo FIBT.

Omega è orgogliosa di essere stata nominata Cronometrista
Ufficiale dei Giochi Invernali di Vancouver 2010 nonché di
tutte le edizioni dei Giochi Olimpici fino al 2020 in una gara di bob.

In seguito al crescente successo di questo
sport, si è poi provveduto ad introdurre una serie di regole
volte a limitare il peso di slitta ed equipaggio, con il conseguente
affermarsi di rider snelli ma resistenti e delle eleganti
slitte in fibra di vetro oggi a tutti familiari.

Con la loro linea aerodinamica caratterizzata da quattro
pattini (lame) in acciaio, due davanti e due dietro, i bob
odierni sono progettati in modo da poter raggiungere velocità
superiori a 145 km orari. I pattini anteriori vengono comandati
dal pilota mediante due tiranti di corda, mentre sul
retro siede il frenatore, munito di una leva con cui abbassa
una piastra dentata in grado di mordere il ghiaccio, fungendo
così da freno. L’equipaggio di un bob a due è composto
dal pilota e dal frenatore, mentre i bob a quattro ospitano
in più due “interni”, incaricati di incrementare la velocità in
fase di partenza. La lunghezza massima di un bob a quattro
è di 3,80 metri, la larghezza di 0,67 metri ed il peso massimo
(equipaggio compreso) di 630 chilogrammi.

Il percorso.
La pista olimpionica di bob St. Moritz/Celerina, famosa in
tutto il mondo, risalente al 1904 e da allora costantemente
in uso, rimane oggigiorno l’unica pista naturale tuttora utilizzata
per gare internazionali: tutti gli altri percorsi utilizzati
nell’ambito della Coppa del Mondo devono essere ghiacciati
artificialmente. Con la sua superficie imprevedibile e
soggetta a modifiche anno dopo anno, la pista di St. Moritz
offre agli atleti una sfida senza eguali.

Ogni anno, a novembre, un team di tecnici specializzati provvede a scolpire un
nuovo percorso partendo da 5.000m3 di neve e 4.000m3
d’acqua. Una delle maggiori attrazioni della pista è rappresentata
dalla curva “Horseshoe”, che vanta ben 6,75 metri
di altezza e può essere ammirata nella sua interezza da una
terrazza che sorge sul lato opposto della strada.
Durante il percorso, i bob in gara possono raggiungere velocità superiori
a 145 km orari, mentre l’equipaggio in procinto di affrontare
la curva Horseshoe viene sottoposto a una pressione
gravitazionale di cinque volte superiore al normale.

Il ruolo del cronometraggio Omega.
Tutti i partecipanti a una gara di bob cercano di completare
il percorso nel più breve tempo possibile. Disposti in piedi
sulla linea di partenza, i membri dell’equipaggio provvedono
a spingere di corsa la slitta per una distanza massima di 50
m, per poi saltare a bordo. Presso la pista di St. Moritz, il
team di cronometraggio Omega ha installato 16 coppie di
fotocellule a raggi infrarossi, utilizzate al fine di determinare
tempi iniziali, definitivi e intermedi, nonché le massime velocità
raggiunte da ciascun equipaggio durante i percorso. La
prima coppia di fotocellule Omega è disposta a dieci metri
di distanza dal punto in cui gli atleti iniziano a spingere: il
tempo iniziale di ciascun equipaggio viene registrato quando
il bob supera il primo set di raggi infrarossi, quello finale
quando taglia la linea di arrivo.

Come in molti sport in cui la velocità rappresenta un fattore
fondamentale, i risultati vengono spesso decisi in base a
scarti di decimi, se non centesimi o addirittura millesimi di
secondo: in una gara di bob, un vantaggio di un decimo di secondo.

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