Si diceva, infatti, che le frecce di Cupido avessero la punta di diamante, pietra che possedeva un ineguagliabile potere magico.
In ogni caso fin dai tempi più antichi i diamanti sono sempre stati associati all’amore e alle leggende.
La parola diamante viene dal greco adamas “invincibile” e suggerisce l’eternità dell’amore.
I Greci peraltro credevano che il fuoco del diamante riflettesse la costante fiamma dell’amore eterno.
Per milioni di persone in tutto il mondo, il fuoco, il mistero, la magia, la bellezza e il fascino che un semplice solitario emana, sono caratteristiche che esprimono tutto quello che il cuore prova ma che le parole non sono in grado di dire.
La tradizione dell’anello di fidanzamento con diamante si instaurò solo nel 1477, quando l’Arciduca Massimiliano d’Austria donò un anello con diamante a Maria di Borgogna
La ragione per cui le donne indossano l’anello all’anulare della mano sinistra risale invece ai primi egizi.
Infatti essi credevano che la vena amoris (la vena dell’amore) corresse direttamente dal cuore alla punta dell’anulare della mano sinistra.
Durante il regno di Elisabetta I gli anelli con diamanti vennero denominati “scribbling rings” secondo la moda di usarli per scribacchiare messaggi d’amore sui vetri delle finestre. Si dice proprio che Elisabetta I corrispondesse con Sir Walter Raleigh in questo modo.
Oggi è sempre crescente l’uso fra le giovani coppie di regalare un solitario come pegno d’amore, simbolo di un legame unico ed eterno.
Questa usanza si amplifica nei primi anni di matrimonio, con il dono di una veretta d’anniversario con diamanti, che esprime “l’amore senza fine” ed è il vero simbolo di riaffermazione d’amore, una tradizione che va affermandosi sempre di più ogni anno.