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Diamati o Brillanti: questo e' il problema

Vorrei un diamante bello e non un semplice brillante! Quante volte i gioiellieri si sentono dire cose di questo genere dai clienti. Questa è la prova che, nonostante le innumerevoli spiegazioni che gli esperti di gioielleria hanno sempre dato, c’è ancora moltissima confusione.

Su internet si sprecano i vademecum del “piccolo gemmologo” ma molto spesso si perdono in particolari tecnici che solo gli addetti ai lavori comprendono in pieno. In questo caso vorrei provare a fare un pochino di chiarezza per capire cosa chiedere al gioielliere al momento della scelta di un diamante.

Prima di tutto focalizzerei l’attenzione solo sulla pietra, trascurando in questo momento la montatura, dato che il costo maggiore è normalmente nel diamante.

Sappiamo che i diamanti si classificano in 4 scale di valori per ogni pietra, le famose 4C, ovvero:

1) Purezza (Clarity)

2) Colore (Color)

3) Taglio (Cut)

4) Dimensione (Carat).

Non volendo entrare nelle specifiche delle varie scale e volendo rispondere sempre alla necessità di capire cosa chiedere al nostro gioielliere, dobbiamo capire dove “ vale la pena investire” tra queste caratteristiche e dove invece conviene risparmiare. Resta inteso che naturalmente un diamante certificato al massimo di tutte le scale e magari anche molto grande è naturalmente la scelta migliore ma a quel punto il prezzo diventa nettamente secondario.

Per cominciare parlerei delle due caratteristiche più comprensibili da chiunque, ovvero la dimensione ed il taglio.

La dimensione o caratura del diamante, indica quanto è grande la pietra e naturalmente incide considerevolmente sul prezzo. Il consiglio qui è di stare attenti agli “scaglioni”, ovvero considerare che normalmente la diversità di prezzo da Ct.0,99  e Ct. 1,00 (a occhio nudo è invisibile) ma incide in proporzione molto più che nella crescita avuta fino a questa caratura. Ricordiamoci inoltre che la crescita di valore, a parità di altre caratteristiche non è mai costante e quindi un diamante da Ct.0,20 non costa la metà di uno da Ct. O,40 a parità di scale.

Il Taglio, può essere di molti tipi ma il più comune è il classico brillante rotondo. Questo non incide notevolmente sul prezzo, a meno che non si scelgano tagli speciali come il “Taglio Cuore” che ha un costo maggiore e poi svaluta la pietra al momento della possibile rivendita in futuro a causa della poca richiesta del mercato rispetto al classico brillante rotondo. Quindi per toglierci ogni dubbio, il diamante è la pietra ed il brillante è il taglio (che può essere fatto anche su pietre diverse dal diamante come lo zircone).

Ora parliamo delle due caratteristiche dove dedicare più attenzione.

La Purezza è una delle caratteristiche alle quali dare molta attenzione e distinguere subito tra le “inclusioni” che determinano la purezza. Si distinguono per semplicità in “ghiaccioli” e “carboncini”. I ghiaccioli sono come quelle venature biancastre che vediamo formarsi nei cubetti di ghiaccio nel freezer e non scuriscono la pietra, mentre i carboncini sono dei puntini scuri o neri che incidono notevolmente sulla resa visiva della pietra. L’attenzione va rivolta anche alla posizione di queste inclusioni al fine di evitare che siano posizionate in punti molto evidenti ad occhio nudo come sulla tavola della pietra. Il consiglio è di non esagerare a tutti i costi a richiedere un top di scala come “ IF “ o addirittura “ FL”, dando importanza però al fatto che non siano presenti carboncini ma solo ghiaccioli e possibilmente in prossimità della cintura e non della tavola della pietra, a questo punto anche un “ Vs ” andrà benissimo per diminuire il costo ma non perdere in effetto visivo.

Il Colore, ultimo ma forse una delle caratteristiche più importanti per ottenere un effetto visivo decisamente “brillante”. Qui è tassativo non scendere MAI sotto la lettera “H” per non avere il minimo riflesso paglierino, qui si che consiglierei di crescere un pochino di livello magari anche spingendomi ed un “F”, naturalmente quando la caratura supera almeno i Ct.0,20/0,30 , sotto anche l’ “H” va benissimo.

A questo punto non resta che decidere la montatura che dovrà sempre esaltare il nostro diamante e possibilmente evitare di oscurarlo con incassature troppo coprenti sulla pietra.

Ultima cosa, TUTTI i diamanti che vengono venduti devono SEMPRE essere accompagnati dalla propria “carta di identità” che è il certificato delle 4C del diamante che il gioielliere non è obbligato a dare ma che il cliente attento pretenderà sempre.

Diamanti o brillanti, cominciamo cosi a capirne di più!  

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