L’abilità richiesta per questa arte è stata tramandata nei secoli, di generazione in generazione, ed è un’arte per la quale non sono ammessi errori.
Il rischio non è soltanto per la pietra in sé, bensì per le tante ore, addirittura mesi di lavoro che sono richiesti per tagliare e pulire ogni gemma.
E’ interessante sapere che durante questo lungo procedimento ogni diamante perde in media il 50 per cento del suo peso originario.
La bellezza di un diamante dipende dal modo in cui esso riflette la luce.
Il tagliatore deve sfaccettare la pietra in modo tale che la luce venga riflessa all’osservatore, possa penetrare dalla sua parte superiore, riflettere all’interno e fuoriuscire dall’alto.
In questo modo viene riflessa la maggior quantità di luce e il diamante risplende con il suo fuoco, la sua brillantezza e il suo scintillio.
I centri di taglio sono spesso lontanissimi dalle zone d’estrazione.
Infatti l’industria dei diamanti è veramente internazionale. Sparsi in tutto il mondo, i principali centri di taglio si trovano a New York, Anversa, Tel Aviv e Bombay.
L’industria dei diamanti è molto importante per questi paesi. Ad esempio solo in India sono impiegate circa 750.000 persone. In Israele lavorano 10.000 persone, in un’industria che rappresenta circa il 25% degli introiti totali provenienti dall’esportazione israeliana.